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L´INCANTESIMO DEL MARTEDI´

Posted By: Barvaz
L´INCANTESIMO DEL MARTEDI´

L´INCANTESIMO DEL MARTEDI´ by Nicola Pacilio & Luigi Lozzi
Italian | 2009 | ISBN: n/a | 115 pages | PDF | 5.5 MB


Un corso di cinema tenuto nella Biblioteca di Anguillara Sabazia che si è trasformato, incontro dopo incontro, in un reciproco percorso di conoscenza, amicizia e appassionata partecipazione collettiva. Un testo che è qualcosa di più di una fredda enunciazione dei materiali cinematografici proposti nell'ambito dei tre anni di corso tenuti finora e tra le righe si presta a più letture. A voi il piacere della scoperta. "Quando ho pensato a questo corso tutto potevo aspettarmi tranne quello che mi sono ritrovato tra le mani. Altre erano le premesse: volevo radicare meglio la mia presenza sul territorio di una cittadina nella quale sono venuto a vivere con mia moglie e mia figlia alla fine del '97 (un altro figlio è nato nel '99) e al contempo (umilmente) mettere la mia conoscenza e la mia passione per il Cinema a disposizione di un progetto non di divulgazione della Settima Arte, che non ha bisogno certo del mio non autorevole contributo, quanto piuttosto, direi, per fare qualcosa per la salvaguardia della stessa. Per via di quell'idea che si è fatta largo nella mia mente (e non solo nella mia), da qualche tempo a questa parte, che il Cinema vada smarrendo la sua connotazione precipua di comunicatore di emozioni intime e profonde - sopraffatto com'è dalla roboante grandeur della odierna macchina mediatica dell'industria cinematografica - e che questo sia un motivo più che sufficiente per sottolinearlo, con forza, presso quelle persone che ancora coltivano una frequentazione romantica d'altri tempi delle sale cinematografiche e dei film. Devo ringraziare anzitutto Maria Assunta Montori, responsabile della Biblioteca di Anguillara Sabazia, già per il solo fatto di aver avuto la pazienza di ascoltare con attenzione - può apparire paradossale ma al giorno d'oggi, in cui la comunicazione sembrerebbe dover regnare sovrana, è diventato oltremodo difficile riuscire ad 'ascoltare' gli altri - le mie proposte e poi di avermi dato carta bianca per realizzare il progetto senza interferire mai nelle scelte, anzi assicurandomi sempre il suo fattivo sostegno. Non sto a raccontare nei dettagli il corpo e l'articolazione del corso - lo fa bene l'amico Nicola Pacilio nella sua introduzione e lo si evince pure dallo sfogliare le pagine del libro che avete tra le mani - ma mi preme dire altro. Voglio dedicare un pensiero riconoscente - non è piaggeria – a tutte le splendide persone che hanno frequentato gli incontri e che hanno dato al corso un significante ben più pregnante di quello più squisitamente propedeutico. Non saprei dire se personalmente ho avuto meriti particolari (che in tanti vorrebbero attribuirmi), quello che posso dire con assoluta convinzione è che senza una presenza così attenta, partecipe, numerosa, generosa, gioiosa, serena, disponibile, appassionata, collaborativa, curiosa, allegra, stimolante, sensibile, intelligente, come quella che hanno esercitato i partecipanti, i risultati non sarebbero stati quelli sotto gli occhi di tutti. Perchè è stato bello veder nascere, crescere ed alimentarsi tra queste persone sentimenti di amicizia, solidarietà ed un profondo senso di comunanza in nome del Cinema. Ecco, è questo che più di ogni altra cosa non mi sarei aspettato quando ho messo in cantiere l'idea di questo corso: per me è stata un'esperienza emozionante e di grande crescita personale, posso dirlo senza mezzi termini. Un punto fondamentale che ho avuto l'urgenza di ribadire durante tutto il corso è la curiosità con la quale ogni spettatore dovrebbe porsi nei confronti di una materia così vasta ed articolata qual'è quella cinematografica, disseminata di generi, animata da sensibilità multiformi e percorsa da culture assai diverse tra loro, ma che soprattutto si presta a più di un livello di lettura e quindi, di conseguenza, a molteplici gradi di soddisfazione sensoriale, tutti validi, tutti utili ad accrescere il bagaglio culturale ed emotivo di chiunque, senza necessariamente essere addetti ai lavori o cinefili incalliti. Lo strumento curiosità serve a fare breccia nella diffidenza pigra dello spettatore, lo aiuta a superare i pregiudizi e i preconcetti che spesso accompagnano le scelte dei film da vedere, lo introduce con immediatezza a realtà diverse e distanti da quelle abitualmente frequentate. Lo scopo da raggiungere è che, dopo aver visto (e perchè no, rivisto) un film, si esca dalla sala arricchiti nella testa e nel cuore, quindi migliorati nell'animo rispetto a quando si è entrati. Un'altra chiave di volta importantissima, e di cui tutti si sono potuti rendere conto autonomamente, è quanto significativo sia la visione di un film in compagnia di altre persone in una sala buia: la tensione o i momenti in cui questa si allenta, i silenzi, la concentrazione, il divertimento, la sorpresa vengono scanditi con comune ed avvertibile partecipazione che accresce il senso di appagamento personale. Insomma un film visto in televisione non provocherà mai le stesse emozioni se lo si vede in una sala al buio insieme ad altri con cui condividere l'esperienza. Credo di poter affermare che in larga misura questi obbiettivi siano stati conseguiti. E quello che era partito in sordina come corso di una stagione ha trovato simpatia, credibilità e sostegno (finanziario) per ripetersi per tre anni di seguito - che sono quelli raccontati in questo libro - e dare per certo un quarto anno ancora per la stagione 2008-2009. Non sono state tutte rose e fiori, però. Una nota dolente, purtroppo, è stata la mancanza quasi totale di presenze di giovani. In fondo soprattutto a loro si indirizzava la mia iniziativa nel tentativo accorato di non far smarrire loro il senso antico di bellezza, completezza e complementarità con altre di quest'Arte. Ma anche questo, purtroppo è il triste segno dei tempi che cambiano. E non sempre in meglio, devo aggiungere. (Luigi Lozzi)